Unisciti a IЯRESPONSABILI, 16ª edizione del Meeting del Volontariato. Quest’anno, il tema al centro degli incontri coinvolge la cittadinanza in una profonda riflessione sul significato dell’essere responsabili. La responsabilità è un compito dei decisori e un impegno che riguarda ognuno e ognuna: partecipa alla tre giorni del Meeting, esploreremo insieme come le nostre scelte, le nostre azioni possono influenzare l’accoglienza, la cittadinanza attiva, l’educazione, il futuro, la libertà, la non violenza, la partecipazione, la sostenibilità…
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Inaugurazione – Qualcuno con cui parlare Conversazione sul disagio e l’esclusione giovanile – Il testimone del Volontariato venerdì 29 Novembre 2024 10:00 – 13:00 Streaming YouTube | Streaming Facebook
Rosa Franco, Presidente Centro di Servizio al Volontariato San Nicola
Elisabetta Vaccarella, Assessora alla Giustizia e al Benessere Sociale e ai Diritti Civili del Comune di Bari
Annamaria Ferretti, Presidente Municipio 1 del Comune di Bari
Serena De Sandi, Presidente Associazione di Promozione Sociale Univox ETS
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Raffaele Parolisi, Presidente Onorario Il Testimone del Volontariato Italia OdV
Debora Ciliento, Assessora Trasporti e Mobilità sostenibile della Regione Puglia
Paola Romano, Assessora alle Culture del Comune di Bari
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a cura di Francesco Faraci, Fotografo Documentarista Palermo – Capitale italiana del volontariato 2025
Francesco Faraci è un fotografo documentarista e sociale nato a Palermo nel 1983. Dopo gli studi umanistici in Antropologia e Sociologia, ha scoperto la fotografia nel 2013 come mezzo di espressione. Faraci si concentra sulla fotografia documentaria e sui reportage sociali, con un particolare interesse per la Sicilia e le sue periferie. Ha pubblicato diversi reportage su riviste nazionali e internazionali. Lens Culture lo ha inserito nella lista dei 100 giovani fotografi più interessanti al mondo.
Francesco Faraci, fotografo e narratore ci offre un’occasione unica per immergersi nei volti, nelle storie e nelle contraddizioni di una città che incarna tanto la bellezza quanto la complessità. Palermo, Capitale italiana del volontariato 2025, si offre allo sguardo curioso con le sue strade affollate, tra i volti dei bambini e le ombre del disagio, e in esse si intrecciano storie di vita e di speranza. Ogni scatto cattura un momento, un frammento di realtà che ci invita a riflettere sulla nostra responsabilità. La responsabilità è un filo sottile, invisibile ma potente, che può trasformare il destino di chi ci circonda. È un gesto gentile, una parola di conforto, un atto di coraggio. È la consapevolezza che ogni nostra azione può fare la differenza, può accendere una luce nel buio. Questa mostra è un invito a guardare oltre l’apparenza, a vedere l’umanità in ogni volto, a sentire la responsabilità che ci lega gli uni agli altri. È un messaggio di speranza, che ci ricorda che, anche nei momenti più difficili, possiamo essere il cambiamento che desideriamo vedere nel mondo.
L’Ex Mercato del pesce ospita il Villaggio delle Associazioni dove saranno esposti manufatti artigianali, per fare i primi regali natalizi e allo stesso tempo sostenere le attività di volontariato nel nostro territorio.
Franco Arminio negli ultimi anni ha messo a punto un modo assai originale di portare in giro la poesia. Il suo non è propriamente un reading, anche se legge versi dai suoi libri e in particolare da quelli più recenti, come Sacro Minore e Canti della gratitudine. Non è uno spettacolo teatrale, non è un dialogo coi lettori, ma un po’ tutte queste cose intrecciate assieme. L’intreccio è sostenuto dalla forza trasformativa della parola poetica, capace di fondere l’aspetto intimo e quello comunitario, il lirismo e l’impegno civile. Quella di Arminio si potrebbe definire una cerimonia lieta e pensosa: c’è spazio per il nostro lato dolente, come se ogni incontro fosse una sorta di federazione delle nostre ferite, e c’è spazio per la voglia di lietezza e di comunità che non possiamo più permetterci di trascurare. Una serata in cui il pubblico e il luogo sono assai importanti: ogni evento è unico e irripetibile.
Questo spettacolo teatrale è il racconto, il Cunto, di un piccolo paese che accoglie l’arancia come frutto e con la fatica dei suoi lavoratori (i raccoglitori) e delle sue lavoratrici (le agrumaie interne) diventa ricco e fiorente. Le lotte per i diritti delle donne sono la polpa di questa storia, una polpa rossa come la qualità di arancia che qui, di fronte al vulcano, si produce e anche rosso come il sangue delle lavoratrici, la cui storia viene spesso dimenticata o messa in secondo in piano.
In particolar modo, narriamo la vita di Graziella Vistrè, bagherese trasferita a Lentini, una persona straordinaria, forte e fragile, vera, dirigente sindacale e anticipatrice delle lotte per i diritti delle donne, una delle fondatrici dell’Unione delle donne (UDI) in Sicilia; nel racconto le due città si sovrappongono fino a diventare un’unica terra materna, una matria interiore per Graziella, un posto in cui donne e arance vivono un profondo legame di sorellanza.
Per recuperare la sua storia e il mondo delle arance il cuntista Alessio Di Modica ha cercato testimonianze orali dirette di chi ha vissuto nei primi anni Sessanta, gli anni in cui Graziella Vistrè operò tra Bagheria e Lentini e in cui il commercio delle arance era forte, una risorsa che sembrava senza fine. Graziella Vistrè nel racconto diventa il centro di un ritratto collettivo, di un momento storico di lotte e rivendicazioni, di luce e di buio, di inverno e del germe di quello che poi passerà alla storia come l’autunno caldo.
Sabato 30 Novembre Meeting Volontariato: Femminismo Terrone – Spettacolo teatrale Sole d’Inverno
Costantino Esposito, Ordinario di Storia della filosofia presso il Dipartimento DIRIUM dell’Università di Bari Aldo Moro e presso la Facoltà di Teologia nell’Università della Svizzera Italiana a Lugano
Interviene
Rosa Franco, Presidente Centro di Servizio al Volontariato San Nicola
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Libertà e responsabilità – Introduzione allo spettacolo “Io sono Franco” con Franco Ferrante domenica 1 Dicembre 2024 18:00 – 20:00 Streaming YouTube | Streaming Facebook
1 Dicembre Meeting Volontariato: La responsabilità dell’informazione – Libertà e Responsabilità
Daniela Marcone, Referente nazionale della memoria – Libera Associazioni, nomi e numeri contro le mafie APS
La storia di Franco è la storia di un uomo che ha nel nome un destino: l’onestà. Franco ha il ‘vizio’ di riparare le cose, di farle funzionare. Franco è un uomo normale e di normale ha la vita, la famiglia, il lavoro. Fino a quell’ultimo giorno di marzo, quando, costretto a lasciare tutto, alla debita distanza, rileggerà sotto una nuova luce la sua città, i suoi amici, la sua infanzia, i suoi ragazzi, sua moglie, sua madre, suo padre, soprattutto. Guardandoli si renderà conto che non cambierebbe nulla di quello che ha fatto, rifarebbe tutto proprio così. Perché riparare è un gesto di cura, di attenzione e di responsabilità verso se stessi e verso gli altri. E la responsabilità è la possibilità della scelta, di dissentire per sentire quello che accade intorno. La storia di Franco è la storia di un uomo che ha nel nome un destino: l’onestà e la libertà. La storia di Franco è una storia che deve essere raccontata perché è una storia che non finisce mai.
Le storie di mafia o meglio, le storie delle vittime di mafia o di qualsiasi criminalità organizzata, sono storie di uomini che vivono in maniera ordinaria seguendo un’etica e una giustizia che appaiono straordinarie e lo fanno pur avendo la consapevolezza di andare controcorrente. Non per distinguersi ma perché credono fermamente, con onestà e genuinità, alla normalità del bene. Questa normalità è alla portata di tutti, perché è replicabile, è condivisibile, si può tramettere, si può insegnare, è accessibile e per contro, rende straordinario l’ordinario. Come quando si assiste alle acrobazie o ai traguardi sportivi raggiunti da un atleta, tutto appare semplice e ci si ritrova a pensare ‘posso farlo anch’io’. Allora serve allenamento, costanza, dedizione che vengono appagate e ripagate nel tempo dalla meraviglia e dalla soddisfazione di una conquista e di un tassello che si aggiunge via via e quello che ci sembrava difficile e impossibile si rivela facile, normale.
Agire e vivere distinguendo ciò che è giusto da ciò che è sbagliato significa agire da uomini e donne consapevoli, responsabili e soprattutto liberi. In questo consiste a libertà, nella capacità di discernimento e di giudizio critico sulle cose, sui fenomeni perché li si conosce e li si sa leggere. Solo così la cultura non è didascalica né resta puramente accademica ma è desiderio di conoscenza che si declina nella vita di tutti i giorni di uomini e donne normali, comuni e giusti.
Franco Ferrante Lidia Bucci
Io sono Franco Spettacolo di e con Franco Ferrante storia Franco Marcone uomo normale